LA FINESTRA SUL PAESAGGIO a cura di Giovanni Viviani

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LA FINESTRA SUL PAESAGGIO a cura di Giovanni Viviani

Partendo dall’idea che ognuno ha una finestra, un balcone, un qualche altro luogo, da cui guardare il mondo che ci ospita, abbiamo pensato di dedicare ogni tanto un’immagine, e magari una riflessione, a ciò che possiamo osservare ogni giorno che è in sostanza il paesaggio, ossia l’aspetto che assume un determinato territorio, in seguito a interventi dell’uomo stratificati in varie epoche, in seguito a dinamiche che hanno modificato in vario modo singole parti o elementi, tutti legati fra loro in una struttura complessa, ma leggibile e dinamica. Il paesaggio non è solo quello bello da vedere, è un vigneto, un bosco, un campo di ulivi, di ciliegi, una vallata terrazzata, le macchie scure dei giardini a conifere che adornano le ville venete una contrada o una casa sparsa, una stradina o un’edicola sacra, un muro a secco. Ed è soprattutto tutto questo osservato nell’insieme, nelle differenze e nelle sfumature, nelle relazioni fra i singoli elementi.

Il paesaggio in passato ha interessato soprattutto letterati e artisti, oggi deve coinvolgere tutti, cittadini singoli e istituzioni o associazioni, perché una casa, una villa, un vigneto, perfino una strada possono avere un proprietario, ma il paesaggio è di tutti.

Il paesaggio è la carta d’identità di un territorio, di un ambiente, di una cultura perché la qualità della vita uno scenario: nessuno può essere felice nel buio della sua stanza. Nell’incontro fra culture il paesaggio può funzionare da lingua base, da interfaccia: qualsiasi discorso sulla condizione umana non può che partire dal rapporto con l’ambiente. La cittadinanza vera comporta appartenenza e assunzione di responsabilità e lo studio del paesaggio è un fondamentale esercizio di attribuzione di senso: la complessità del presente e del futuro ci chiede di caricare di senso una pluralità di segni sparsi intorno a noi.